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LA NOSTRA STORIA

Le origini

Il nostro Ceredo ha una sua origine storica degna di nota.
"La frazione è segnata nei documenti con il nome di Ciaredo o Ciarè o Chiarè."
Di questa si fa menzione fin dal 1018, seppure nei riguardi di altro comune (Archivio storico Lombardo, a.XVII,1890,pag.13).
Si parla della frazione tra i documenti della famiglia Formenti (genealogica) come di un possesso delle monache di Meda (Da "storia di Seregno" del prof. Ezio Mariani).
Il nucleo storico del Ceredo era costituito di poche case dove al centro sorgeva, circondata da un ampio giardino, la villa della famiglia Fumagalli; dalla strada, attraverso il cancello, si poteva scorgere il bellissimo viale che portava all'imponete abitazione. La squisitezza dei proprietari fece sì che questa villa divenisse il fulcro iniziale della parrocchia del Ceredo, infatti una volta alla settimana i Fumagalli ospitavano i fedeli del luogo nella piccola cappella di famiglia per assistere alla celebrazione della Santa Messa.
Oltre alla villa sorgevano nella zona alcuni tipici caseggiati brianzoli con ampi cortili e balconi a ringhiera, verso la cappelletta c'era la curt de la gesa e dal lato opposto la cà foeu. Di fronte a villa Fumagalli, al dì là della strada, c'era un altro caseggiato soprannominato i tri boeucc, ove si trovavano i negozi di prima necessità: l'osteria, la rivendita dei tabacchi, il fruttivendolo e il panificio.
Nella zona al confine con Meda sorgevano due cascine: casun e curtin, mentre verso Seregno in aperta campagna sorgevano un'altra cascina, denominatacassinetta, e l'osteria delMatelun. Non va poi dimenticata la Casamatta abitata dai ferrovieri.
Gli abitanti del Ceredo erano per la maggior parte dediti al lavoro dei campi, alcuni svolgevano attività di falegnameria, pochi erano invece gli operai che lavoravano nei paesi vicini.
Era la curt a fungere da centro di ritrovo dove le diverse famiglie si riunivano, conversando dei fatti del giorno, delle novità e degli inevitabili problemi. Nelle sere d'inverno era la stalla il luogo previligiato dalla comunità per via del calore animale che alleviava i rigori del freddo; al chiarore della lanterna gli uomini giocavano a carte, mentre le donne lavoravano a maglia.Il buio periodo della guerra non risparmiò nemmeno il nostro quartiere: si ricorda ancora che la sera al sinistro suono della sirena si abbandonavano le case di corsa portando con sè le cose più care e ci si sparpagliava fra le stoppie del grano, protetti dall' amica terra che riparava dalle insidie del periodo bellico.
Al termine del conflitto gli uomini rientrarono dal fronte per ricongiungersi alle proprie famiglie, purtroppo qualcuno non fece ritorno. Questo periodo lasciò un impronta pesante nel cuore di tutti.
Si aprì così la ventata euforica della Liberazione, anche se funestata da atti di giustizia imparentati con la vendetta, frutto di anni esasperati di soprusi e violenze.
Così si chiudevano gli anni '40 e maturarono i tempi dedicati alla ricostruzione e alla ripresa economica del Paese. Giunsero dal Veneto i primi immigrati a cercar fortuna; negli anni che vanno dal '50 al '55 numerose famiglie abbandonarono la terra natìa (che offriva scarse prospettive di guadagno) e si sistemarono alla periferia di Meda in baracche di legno e latta, che poi trasformarono con alacre lavoro in case in muratura di uno o due piani.
Per gli abitanti del Ceredo la S.Messa veniva sempre celebrata nella cappelletta della famiglia Fumagalli; i sacerdoti che prestavano servizio erano della Parrocchia di Seregno e tra i più assidui ricordiamo don Carlo Galimberti, cappellano dell'ospedale di Seregno, e don Domenico Barbanti.


Il Ceredo nel 1943


Una chiesa per il Ceredo
Dal 1950, ad officiare nella Cappelletta, arriva un nuovo sacerdote: don Paolo Farina, che riveste il ruolo di economo nel seminario di S.Pietro Martire. I primi tempi raggiunge il Ceredo in motorino, celebra la S.Messa e poi rapido scompare. E' il sacerdote della domenica, che poi diventerà via via familiare a tutti e conquisterà il cuore dei Ceredini con la sua bonomia. Nel 1954 si verifica un fatto importante per Seregno che avrà risvolti notevolissimi per il Ceredo; il santuario di S.Valeria viene eletto a parrocchia. Il primo parroco della parrocchia di S.Valeria, don Giuseppe Rimoldi, con sapiente opera di pastore si adoperò in modo straordinario per dare una nuova chiesa a quel numeroso gruppo di cristiani provenienti dal Ceredo; la famiglia Fumagalli decide quindi di donare 2500 mq della sua proprietà per la costruzione della chiesa e finalmente, dopo varie difficoltà e intralci, il 29 ottobre 1961 Mons.Giovanni Colombo posa la prima pietra della chiesa.



La posa della prima pietra, 29 Ottobre 1961

Nell'ottobre del 1962 iniziano i lavori di costruzione affidati all'impresa di Annibale Citterio su progetto dell'architetto Luigi Brambilla; i lavori termineranno nel giugno '64 in concomitanza con la realizzazione di viale Tiziano, il raccordo tra via Cadore e via Wagner che passa proprio davanti alla chiesa. Avviene così la domenica 28 giugno 1964 la consacrazione della chiesa da parte dell'Arcivescovo Mons.Giovanni Colombo; si optò per la dedica alla Madonna Addolorata e S.G.Bosco. Per la parrocchia di S.Valeria, ma soprattutto per gli abitanti del Ceredo è una grande festa: i Ceredini hanno la loro Chiesa.




L'inaugurazione, 28 Giugno 1964



Il 21 ottobre 1964, con decreto della Curia e per volontà dell'Arcivescovo, la chiesa del Ceredo esce dall'orbita gravitazionale della parrocchia di S.Valeria e diventa corpo a sé diventando parrocchia con confini ben definiti. Il parroco designato è una figura familiare ai Ceredini: si tratta del sacerdote che da parecchio tempo celebra la Messa festiva alla cappelletta Fumagalli, don Paolo Farina.


Don Paolo Farina

Il 1 novembre 1964 si insedia nella parrocchia; sono circa 1500 le anime a lui affidate. La chiesa è nuova, ma nuda e spoglia e con le casse vuote. I primi passi non sono facili e don Paolo in occasione del primo S.Natale visita ogni famiglia e cerca il primo contatto con le anime a lui affidate.
Nel 1965 muore l'avv. Carlo Fumagalli, benefattore della parrocchia, al cui rito funebre la comunità interviene numerosa in segno di riconoscimento e gratitudine. Nel medesimo anno entrano in vigore le riforme volute dal Concilio Vaticano Secondo e nella nostra chiesa (già costruita con l'altare che guarda verso i fedeli, novità introdotta proprio con il Concilio) il parroco sottolinea il significato delle nuove formule liturgiche. Le madri ceredine regalano la Via Crucis e si festeggia il primo anniversario della parrocchia con una Messa solenne celebrata da don Giuseppe Rimoldi.
Nel 1966 ricordiamo l'ordinazione sacerdotale di Padre Lino Zamuner avvenuta nella chiesa in cui aveva ricevuto il battesimo a Vallio di Roncade e don Paolo con numerosi ceredini partecipa allo straordinario evento. Segnaliamo poi l'acquisto delle statue lignee dei maestri di Ortisei per abbellire la nuova Chiesa.
Nel 1967 il fatto più rilevante è l'arrivo di don Luigi Molteni, vicerettore del collegio Ballerini, quale coadiutore domenicale. La parrocchia è in espansione e il nuovo collaboratore opera ogni domenica e nelle solennità liturgiche fino al settembre 1972. Il 1968 si ricorda per le S. Missioni predicate dai preti missionari di Rho in data 23/3-7/4. Del 1969 sono le visite del Vescovo ProVicario Mons. Luigi Oldani e la visita Pastorale di S.E. il Cardinale Giovanni Colombo. Nel 1970 registriamo la visita gradita di Mons. Citterio, consacrato vescovo nel dicembre '69, che riserva alla nostra parrocchia un affetto speciale.


Una foto d'epoca

La parrocchia cresce
Uscita dal delicato periodo dell'"infanzia" la nostra comunità evidenzia segni di promettente sviluppo, con tutti i problemi che però tale evoluzione comporta. Viene nel frattempo introdotta la celebrazione della Messa vespertina. Domenica 17 settembre 1972 Don Paolo festeggia il suo 25esimo di sacerdozio con una Messa solenne in Parrocchia concelebrata da Don Paolo, Mons. Luigi Gandini (Prevosto di Seregno), Don Giuseppe Rimoldi (parroco di S.Valeria) e Don Giovanni Fusi (parroco di Meda). Ci lascia mamma Clotilde(2/11/1973, mamma di don Paolo) ricordata per la cordialità, figura significativa nel processo di crescita della parrocchia.


Nel 1974 si festeggiano i 10 anni della parrocchia; la popolazione del Ceredo è cresciuta, ci sono 520 famiglie e circa 2500 anime. Don Paolo informa l'Arcivescovo della necessità, dato l'incremento demografico, di un coadiutore.
Gli anni dal 1975 al 1980 costituiscono un periodo ricco e molto intenso per la parrocchia; ecco i fatti più salienti:
  • l'arrivo del primo vero coadiutore fisso: Don Angelo Riva
  • la nascita dell'oratorio feriale
  • la visita pastorale di Mons. Ernesto Basadonna
  • fondazione del Gruppo Sportivo San Giovanni Bosco
  • festeggiamenti per il 30° anniversario di professione religiosa di Suor Teresa
  • la pubblicazione del giornalino "INSIEME" della parrocchia scritto dai ragazzi
  • la Messa Vespertina di Natale celebrata dal Cardinale G.Colombo
  • la prima "Fiaccolata"
  • il ritorno di don Luigi Zamuner dalla Colombia
Un particolare ricordo è riservato a due persone che hanno dato molto alla parrocchia: don Angelo Riva, nostro primo coadiutore, alla sua prima destinazione in parrocchia dove si è subito distinto per il carattere schietto, amabile e sereno. A lui si deve la crescita dell'oratorio e il contatto umano costruttivo sopratutto con i giovani; rimarrà con noi fino verso la fine del 1980. L'altra è Giulio Consonni, il principale fondatore del Gruppo Sportivo. L' incontro e la collaborazione con don Angelo hanno fatto sì che in parrocchia si sviluppassero attività tuttora presenti; purtroppo Giulio ci ha lasciati a soli quarant'anni il 7 febbraio 1983 con grande dolore della sua famiglia e di tutti i parrocchiani.
Il cammino continua
Agli inizi del 1982 arriva don Ernesto Porta che resterà tra noi per circa sei mesi, sostituito dal nuovo coadiutore don Claudio Orianinativo di Brugherio, ordinato sacerdote 12 giugno 1982.
Dobbiamo riconoscere che ricevere l'eredità di don Angelo significava addossarsi una resposabilità non indifferente; tuttavia il biglietto da visita di don Claudio era eccellente.
Il primo grande vuoto in parrocchia si annuncia con un mesto e cupo suono delle campane: Don Paolo non è più tra noi.
Il primo parroco della nostra parrocchia se ne va pochi giorni dopo il Natale (il 28 dicembre 1983), se ne va in fretta lasciandoci increduli, senza recare disturbo, come era stato nel suo stile. Chi fosse il nostro Parroco risulta ancora più evidente il giorno dei suoi funerali: più di ottanta sacerdoti, amici e suoi conoscenti sono presenti insieme al Card. G.Colombo cui Don Paolo era legato da un'affettuosa amicizia.
Don Claudio, in attesa del nuovo Parroco, continua la sua azione tra noi con fedeltà di impegno e tanto entusiasmo.
Il 1 luglio 1984 viene nominato dalla curia il nuovo parroco: si tratta di Don Giorgio Mondonico, ordinato sacerdote nel 1966, già coadiutore presso la parrocchia Buon Pastore e San Matteo di Milano. Farà il suo ingresso solenne nella Parrocchia l'8 settembre 1984 in coincidenza con il 20esimo anniversario di fondazione della parrocchia.


Don Giorgio Mondonico

Con l'arrivo di don Giorgio si apre un capitolo nuovo per la nostra storia. Egli intuisce le aspettative della comunità e formula chiaramente il suo obiettivo: far convergere le anime a lui affidate nella direzione di un'autentica testimonianza cristiana, in una società che si va laicizzando e materializzando. Viene istituito il Consiglio Pastorale, un modo nuovo di coinvolgimento dei laici della parrocchia. Nasce così il Primo Progetto Educativo Pastorale, con la costituzione di cinque gruppi di lavoro:
  • Gruppo famiglia
  • Gruppo caritas e missionario
  • Gruppo liturgico
  • Gruppo sportivo
  • Commissione economica
Queste realtà ancora oggi sono presenti nell'attività della Parrocchia.
Don Claudio, dopo l'ultima fatica dell'oratorio feriale, ci lascia per la nuova destinazione: la Parrocchia del Redentore di Sesto S.Giovanni.
Si inaugura nel settembre '84 in via Luini la Cappellina della Madonna dell'Addolorata tanto cara ai ceredini.
Nel settembre '85 giungerà tra di noi don Michele Aramini vicerettore del collegio Ballerini che svolgerà le funzioni di vicario parrocchiale per un anno circa; ci lascerà per incarichi pastorali a SS.Marco e Gregorio in Cologno Monzese.
Di grande rilievo la visita del Card. Carlo Maria Martini nel settembre '85, un segno di amicizia nei confronti del nostro don Giorgio.
Il 1987 è un anno molto importante per la nostra comunità, anno in cui il nostro parrochiano Massimo Santambrogio viene ordinato sacerdote e alla nostra parrocchia viene assegnato un nuovo vicario: è don Flavio Speroni, il quale resterà con noi per cinque anni.


25esimo della consacrazione della chiesa (1989)


Nel 1991 si festeggia in modo solenne il 25º anniversario dell'ordinazione sacerdotale del nostro parroco don Giorgio.

L'anno 1992 porta a don Giorgio una grande gioia, un'altro nostro parrocchiano diventa diventa sacerdote: il 13 giugno viene consacrato don Franco Santambrogio.
Nel 1994 si ricordano tre fatti importanti: si celebra il 30esimo anniversario della nascita della Parrocchia, un'altro giovane parrocchiano, Alessandro Casagrande, entra nella congregazione dei Padri Comboniani e un nostro parrocchiano diventa sacerdote, don Marco Tagliabue.

Il 12 novembre 1995 don Giorgio Mondonico lascia la nostra parrocchia e viene nominato parroco nella comunità parrochiale SS.Michele e Biagio di Cantù.
Il 20 novembre 1995 fa l'ingresso solenne nella nostra comunità il nuovo parroco don Giuseppe Galbusera, già coadiutore nella parrocchia S. Pancrazio di Bovisio Masciago.


Visione interna della chiesa prima dei lavori di ristrutturazione

Anche don Giuseppe come don Giorgio è alla sua prima esperienza come parroco. Nel 1996 il nuovo parroco dà il via al nuovo progetto di ampliamento delle strutture di oratorio, casa parrocchiale e chiesa. Viene dato il benestare delle nuove opere sia dalle autorità della Curia che da quelle comunali e nell'ottobre 1997 iniziano i lavori. La realizzazione delle opere è affidata all'impresa Bezze Guerrino su progetto dell'architetto Franco Bagarotti. Con queste nuove costruzioni si realizzerà finalmente il sogno dei parroci e dei coadiutori che hanno operato nella nostra comunità, quello di avere delle strutture adeguate alle esigenze della parrocchia.


Don Giuseppe Galbusera

Un pò di storia l'abbiamo fatta, e un pò di storia l'abbiamo scritta, dobbiamo ora continuare il nostro cammino accompagnati come sempre dalla Vergine Addolorata, e da S.Giovanni Bosco nostro patrono, affidando a loro i nostri comuni sforzi, perchè ci proteggano in modo che la nostra parrocchia sia sempre segno e strumento dell'Amore del Padre, per la gente che abita al Ceredo di Seregno e Meda.

TO BE CONTINUED...